Il DNA accademico: dall’incubazione al brevetto
Il legame tra Re-Cig e il mondo universitario non è solo operativo, ma genetico. La realtà è stata incubata all’interno di Progetto Manifattura di Rovereto, uno degli hub più prestigiosi d’Europa per l’economia circolare. Il cuore tecnologico del processo, il brevetto per la trasformazione del mozzicone in polimero plastico, è frutto della collaborazione scientifica con l’Università degli Studi di Trento. Portare il sistema Re-Cig negli atenei significa quindi riportare la ricerca nel luogo dove è nata, chiudendo un cerchio perfetto tra innovazione accademica e applicazione pratica.
La sfida: sensibilizzare i leader del futuro
L’Università degli Studi di Palermo e il Politecnico di Milano rappresentano due casi studio emblematici dell’impatto del progetto nel Nord e nel Sud Italia, all’interno di un network accademico che coinvolge già altri 7 atenei sul territorio nazionale. Con oltre 105.000 studenti iscritti solo in queste due realtà, la missione è duplice: garantire il decoro dei campus e, soprattutto, educare le nuove generazioni. Gli studenti universitari sono i decision-maker di domani; mostrare loro che un rifiuto tossico può diventare materia prima è il modo più concreto per insegnare l’economia circolare applicata.
Caso 1: Università degli Studi di Palermo (UniPa)
Un ateneo con oltre 50.000 iscritti, dove la gestione degli spazi aperti è fondamentale per il benessere della comunità studentesca.
- Rifiuti recuperati: 15,50 kg di mozziconi.
- Unità sottratte all’ambiente: oltre 51.000 sigarette.
- Materia prodotta (Re-ca): 6,00 kg di polimeri plastici.
- CO2 evitata: 36,12 kg.
Caso 2: Politecnico di Milano (PoliMi)
Uno dei centri di eccellenza per l’ingegneria e il design in Europa, con circa 55.000 studenti. Qui la tecnologia Re-Cig parla la stessa lingua dell’ateneo: quella dell’innovazione dei materiali.
- Rifiuti recuperati: 6,12 kg di mozziconi.
- Unità sottratte all’ambiente: oltre 20.000 sigarette.
- Materia prodotta (Re-ca): 2,39 kg di polimeri plastici.
- CO2 evitata: 14,26 kg.
Il valore aggiunto: ricerca, coerenza e appartenenza
- Coerenza istituzionale: un’università che insegna la sostenibilità deve praticarla. Eliminare i mozziconi dai campus e riciclarli tramite un processo brevettato universitario è la massima espressione di coerenza.
- Laboratorio a cielo aperto: gli Smoker Point diventano punti di osservazione per gli studenti, che possono toccare con mano il risultato di un brevetto industriale nato tra i banchi di un ateneo.
- Engagement generazionale: le nuove generazioni sono le più sensibili al tema del “Clean World”. Fornire loro uno strumento per non inquinare durante i momenti di pausa crea un forte senso di appartenenza e rispetto per l’istituzione.
Il modello universitario di Re-Cig dimostra che la ricerca italiana è in grado di risolvere problemi ambientali complessi. Trasformare decine di migliaia di mozziconi in risorsa plastica all’interno degli atenei non è solo un’operazione di pulizia, ma un atto educativo permanente. Se le università diventano il motore del cambiamento, il futuro dell’economia circolare è garantito.
